Anima d’ametista: quando un ricordo diventa un gioiello
Dalla pietra della nonna a un anello unico,
tra luce, design e un tocco personale disegnato a mano
Mi contatta una giovane cliente con un’idea già in mente. Possiede diverse ametiste, un regalo della nonna, e desidera trasformarle in qualcosa di speciale. Capisco subito quanto questo progetto sia importante per lei, non si tratta solo di creare un anello, ma di rendere omaggio a un ricordo. La richiesta è chiara e molto interessante: un lato dell’anello completamente aperto, per lasciare la pietra libera di esprimersi, e l’altro più coperto, ma capace di filtrare la luce in modo delicato. È proprio da questo contrasto che nasce l’idea progettuale.
Decido di lavorare con una sola punta centrale, che diventa anche parte del gambo, creando continuità e carattere. Sul lato opposto, dove servono aperture per far passare la luce, le propongo una personalizzazione. Le chiedo se ha in mente qualcosa, e lei mi sorprende: vorrebbe delle rose.

In quel momento le faccio disegnare direttamente a mano il motivo. Grazie agli strumenti tecnologici presenti nel mio studio, trasformo quel disegno in un elemento reale, integrandolo nel progetto dell’anello. È un passaggio che rende il gioiello ancora più suo, ancora più unico.
Dopo circa dieci giorni di sviluppo al CAD, le invio il progetto. Rimane colpita, quasi incredula, e mi dà subito il via per la realizzazione. Quando finalmente vede l’anello finito, l’emozione è evidente. Oggi lo indossa spesso, e ogni volta porta con sé non solo un gioiello, ma una storia che continua a vivere.